Lazio stregata da Perpetuini
Dallo stage a 9 anni all'esordio in Europa: storia di un predestinato
03.10.2009 15.21 di Francesco Ponticiello articolo letto 301 volte
Fonte: Corriere dello sport - Fabrizio Patania
Poche ore di sonno. Dalla panchina di Sofia al prato dell’Acqua Acetosa. Sbarcati a Fiumicino alle due di notte, ieri mattina alle 10 Cavanda, Luciani e Sevieri erano in campo con la Primavera della Lazio per la finale del trofeo Wojtyla. Riccardo Perpetuini, invece, era a Formello. Il centrocampista nato a Cisterna di Latina fa ormai parte stabilmente della prima squadra. Con Sesena, quest’anno, non ha ancora giocato. Rossi l’aveva fatto esordire in serie A a Palermo il 17 maggio scorso, Ballardini l’ha promosso. «E’ un giovane molto interessante, mi era piaciuto molto anche quando l’avevo visto a Palermo nello scorso campionato». Venti minuti nel finale infuocato di Catania. Un posto da titolare a Sofia in Europa League. Una prova superata nonostante la difficoltà di giocare per la prima volta in carriera nel ruolo di terzino sinistro. «Possiede grande personalità. E ha giocato con attenzione. Non era facile perché gli abbiamo anche chiesto di giocare in una posizione non sua» ha raccontato il tecnico di Ravenna.
TRANQUILLITA’ - Riccardo ha risposto bene, non ha avvertito emozione all’impatto, ha preso le misure con intelligenza a Joazinho, l’ala destra del Levski Sofia, molto veloce negli inserimenti. Lo aspettava, cercava di non farsi sorprendere in contropiede, non possedendo la stessa rapidità. Ma in partita è entrato subito: un pallone sradicato sulla linea difensiva, cinque o sei metri a testa alta, lancio in profondità per Rocchi, liberato davanti al portiere. Una giocata da veterano, da uno già pronto per la serie A. Radu e Cribari lo hanno aiutato molto in campo, Ballardini gli aveva chiesto di tenere la posizione, Perpetuini ha portato a termine la missione come se fosse un terzino di ruolo consumato.
EMOZIONE - Durante il viaggio di ritorno, Matuzalem se l’è coccolato, gli ha fatto i complimenti, come tanti altri suoi compagni. Ballardini ha comunicato la formazione soltanto nella riunione tecnica, sciogliendo a due ore dalla partita il dubbio tra Luciani e Perpetuini. Riccardo l’ha saputo in quel momento e tutto si aspettava, anche di andare in panchina, ma non di giocare terzino. A volte le emergenze servono per lanciare nuovi talenti. La Lazio a Sofia ha scoperto il regista della Primavera di Sesena, dove gioca accanto a Sevieri, suo grande amico. Tutti e due, prima dell’estate, hanno firmato un contratto di cinque anni da professionisti al minimo federale.
MATURITA’ - La prima volta da tifoso allo stadio Olimpico se la ricorda bene, la Lazio vinse 1-0 con la Samp, gol di Di Matteo, a cui forse un giorno verrà paragonato. Ora aspetta l’esordio all’Olimpico da giocatore. Un predestinato Riccardo, Giocava nella Findus Cisterna. A 9 anni vinse uno stage organizzato da Vatta e dagli allenatori del settore giovanile della Lazio. Il primo premio era un anno gratuito nei pulcini del vivaio biancoceleste. Cominciò così una vita da pendolare, accompagnato ogni giorno da papà Paolo e mamma Emanuela. Due anni fa, ormai cresciuto, s’è trasferito a Bracciano. Classe ’90, il 4 agosto ha compiuto 19 anni. Una volta è stato bocciato, ma continua a studiare e rifiuta l’idea di una scuola privata. Quest’anno frequenta il quinto anno del Liceo Scientifico «Ignazio Vian» di Bracciano. Lo attende la maturità. Sul campo di Sofia, il diploma l’ha già preso.